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Mo.D.A.V.I. Onlus. CARCERI: GLI INVISIBILI DIETRO LE SBARRE

 “La drammatica situazione in cui versano le carceri italiane è un argomento che passa troppo spesso sottotono”. A parlare è Irma Casula, Presidente Nazionale del Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano (Modavi). “Il disinteresse sulla questione – ha aggiunto - nasce soprattutto a causa della diffusa concezione della detenzione come momento di repressione e non di rieducazione. Si confonde, forse, la vendetta con la giustizia”.

Eppure, da un punto di vista legislativo, “abbiamo uno dei migliori ordinamenti al mondo, ma dobbiamo investire su questo settore” sostiene Simonetta Matone, vicecapo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, ai microfoni di Frequenza Modavi, la web radio del sociale. Il problema, secondo Matone, sarebbe la mancanza di fondi destinari alle carceri: “I politici - dichiara - devono capire che sulle carceri non si può fare economia”.

Nella direzione di un miglioramento della gestione carceri che si concili con una gestione funzionale delle risorse va certamente la proposta di legge di cui Renato Farina (Pdl) è stato primo firmatario: “Proponiamo agevolazioni alle aziende che assumono detenuti o ex detenuti - spiega Farina. “In Italia lavora il 25% dei carcerati - continua - tra questi solo il 5% torna a commettere reati; chi non lavora, per il 90%, è recidivo. Un punto percentuale in meno di recidiva fa risparmiare allo Stato 60 milioni di euro. Investire soldi nella rieducazione, oltre a essere giusto, è anche conveniente».