Pizza il piatto simbolo della semplicità

Pizza il piatto simbolo della semplicità

La pizza non è solo il principale e famoso simbolo della cucina targata Italia e più in generale di un modo di alimentarsi riconducibile alla dieta mediterranea, ma è anche il segno più evidente di come sia la semplicità a rendere unici e vincenti determinati piatti.

Proprio per questo ho fortemente voluto dedicare il mio ultimo libro che trovate in vendita qui alla cucina della semplicità dove protagonisti sono sempre una manciata di ingredienti che assemblati e abbinati nei diversi modi possibili sanno creare gusto e bontà in poche mosse.

Tornando alla pizza però bisogna dire che non è solo una questione di ricetta e preparazione a fare la differenza, entrano in campo anche le capacità tecniche e professionali di chi la realizza.

Di tutti naturalmente, almeno quelli validi e competenti, indubbiamente però sono i pizzaioli napoletani quelli che hanno imposto stile e dinamica alla pizza e per questo si è poi arrivati a riconoscere da parte dell’Unesco l’”Arte dei Pizzaiuoli napoletani” come patrimonio immateriale culturale dell’umanità.

Un riconoscimento di un anno fa che è stato giustamente celebrato di recente nel suo primo anniversario e che non solo ha riconosciuto ufficialmente un mestiere nobile legato all’alimentazione, ma ha poi innescato effetti positivi a livello economico.

In base a una stima della Coldiretti, infatti, questo riconoscimento internazionale ha portato a un incremento del 7% delle presenze turistiche in Campania nel 2018.

Oltre al turismo interno grande prevalenza di stranieri da ogni parte del mondo attratti dalla pizza e di riflesso da tutta la tradizione gastronomica locale.

Rispetto alla dimensione economica il giro d’affari del comparto pizza è sempre a numeri elevati con incrementi che sembrano non conoscere sosta.

Nel 2018 siamo arrivati a una cifra superiore ai 30 miliardi l’anno considerando tutto il grande indotto che la produzione della pizza comporta come ad esempio la qualità delle semplici materie prime che ne sono alla base.

Tra farina, mozzarella, pomodoro e olio di oliva la somma totale produttiva arriva a più di 700 milioni di chili e questo restando nel solo ambito della versione di base più celebrata, la margherita.

In totale si contano oggi ufficialmente 127.000 pizzerie aumentate di circa 1500 unità rispetto alla precedente rilevazione del 2015 con la Campania a detenere il titolo di numero di locali presenti.

Ogni giorno sembra siano servite ben cinque milioni di pizze, ma credo che a tutti sia noto che purtroppo la qualità finale di quello che ci arriva sul piatto non è sempre la stessa.

La pizza rimane infatti un piatto molto semplice e buonissimo, allo stesso tempo la sua semplicità impone competenze e capacità specifiche, gli aspetti che invece sono spesso più trascurati pensando che la semplicità comporti un impegno relativo quando si tratta di preparare il prodotto.

Ma non si tratta tanto di avere profonde conoscenze tecniche quanto di sapere che occorre una consapevolezza focalizzata sul valore delle materie prime utilizzate, sul rispetto rigoroso delle piccole regole di preparazione prima e di cottura dopo.

Fonte: Pizza il piatto simbolo della semplicità